Il Viaggio

“IO PER TE, TU PER ME”, Illustrazione di Chiara Donateo, maggio 2024

31/05/2024

 

A te che sei un pezzo del mio cuore.

A te che siamo cresciute supportandoci, amandoci, allontanandoci, trovandoci.

A te che sei uguale e diversa da me.

Antonella

 

 

 

Antonella:

Era un giovedì mattina; il 31 maggio 1984, nell’aria di primavera affiorava un profumo di gelsomino e un sentimento di speranza. Sembrava un giorno come tanti: io e Pietro ci siamo recati a scuola come sempre. Io frequentavo la scuola secondaria di I grado, mente lui era ancora alla primaria. Come di consueto ci siamo salutati all’ingresso senza dir niente, fissandoci solo con uno sguardo intenso, entrambi con una strana sensazione… era la felicità dell’attesa.

Aspettavamo te.

Sei stata molto desiderata da tutti noi, in modo particolare da mamma, che continuava a ripetere a papà: “Sarà il nostro bastone per la vecchiaia”; papà era contento, ma al tempo stesso molto preoccupato al solo pensiero di ricominciare da capo con poppate, pannolini, pianti, notti insonni; e poi c’eravamo noi, i tuoi fratelli, che continuavamo a litigare… ovviamente io volevo una sorellina, mentre Pietro un fratellino. Nelle ecografie fatte durante i mesi precedenti risultava che tu fossi una femminuccia, ma durante l’ultima ecografia il dottore disse a mamma: “Signora, aspettatevi anche un maschietto”. Ricordo la mia delusione e soprattutto i miei pianti, desideravo più di ogni cosa una sorella tutta per me; pensavo spesso a come sarebbe stato, mi sarei presa cura di te, tenendoti al sicuro da tutto. Ho sempre pensato che tu fossi per me come un dono, uno dei più preziosi che potessi mai ricevere.

Sono entrata in classe, le lezioni sono cominciate come di consueto ma io ero con la testa altrove, sentivo che stava per accadere qualcosa, il cuore mi batteva forte quando all’improvviso dalla finestra ho visto arrivare papà di corsa e molto emozionato, i suoi occhi brillavano di gioia e senza neanche entrare in aula, dalla finestra ha urlato: “È nata! È femmina!”

Mi sono alzata d’istinto, la professoressa di italiano ha intuito che era successo qualcosa di bello, siamo andate incontro a papà e subito dopo siamo saliti al piano di sopra a dare la bella notizia a Pietro. Ricordo perfettamente tutto quanto, ero fiera di poter condividere con tutti la mia felicità.

L’anno che sei nata compivo 11 anni, era tanta la differenza. Trascorrevo la maggior parte del tempo con te, mi accontentavo anche solo di guardarti, quanti ricordi: il tuo battesimo insieme alla prima comunione di Pietro, le prime paroline, il primo compleanno, i tuoi primi passi e potrei continuare all’infinito; quante notti vicine, dividendo lo stesso letto e quanti pomeriggi passati a insegnarti a leggere e scrivere perché dovevi fare “i compiti”.

Intanto crescevi ed anch’io… mi sono sposata, sono diventata mamma e tu sempre con me. Abbiamo condiviso tanto, troppo, sempre supportandoci. Con la perdita di mamma sei cresciuta in fretta, una piccola grande donna che trovava sempre una soluzione a tutto. Sei sempre rimasta la stessa, nonostante le avversità che hai dovuto affrontare: solare, generosa e sempre pronta ad aiutare gli altri. Ammirata e amata da tutti, riesci a sdrammatizzare anche le situazioni più difficili. Poi l’amore ti ha portato lontano: la notte prima del tuo matrimonio io e Pietro non ti abbiamo lasciata sola, abbiamo dormito con te, volevamo che ti sentissi al sicuro dai pensieri e soprattutto volevamo cercare di colmare quel vuoto immenso che ancora oggi avverti. Sarai sempre la nostra piccola e ricorda che noi per te ci saremo sempre. A tutti dico che hai portato il sole a Brescia e anche se mi manchi terribilmente sono orgogliosa della persona che sei diventata: una brava infermiera, una mamma eccezionale con la passione per la scrittura. Possono passare settimane o mesi prima di vederci ma tra noi è un continuo ritrovarci esattamente dove ci siamo lasciate, non esistono né il tempo né la distanza, solo l’unione dei nostri cuori.

Vivi al meglio ogni giorno della tua vita e sii coraggiosa sempre. Io ti auguro ogni bene, ogni gioia e di arrivare ovunque tu voglia.

Buon compleanno, Giusy!

Per sempre.

Antonella

 

 

Giusy:

A queste parole colme d’amore non risponde Melas, ma Giusy la sorella di Pietro ed Antonella, la piccola di casa che nonostante i suoi  primi 40 anni si sente ancora così, ” piccola “.

Quello che voi siete per me non si può spiegare : siete l’ unico porto dove riesco ad ormeggiare, siete il silenzio che comprende e non giudica e potrei andare avanti, potrei continuare e non finire mai! Siete i miei fratelli, i migliori del mondo e grazie infinitamente per tutto l’amore che mi date!

Vi amo più del cielo

Giusy

PS: ” Sempre dalla stessa parte”!

 

 

 

Leukos:

“Solo un atto di vero amore può sciogliere un cuore di ghiaccio”

Frozen, Disney

 

Ma quante forme ha il vero amore? Romantico? Passionale? Ne sono certa. Ma, in particolare in questa pellicola d’animazione, ad essere messo in risalto è l’amore sofferto, frainteso, tralasciato, pensato, sperato, desiderato, riconquistato, tra due sorelle. Elsa ed Anna sono le principesse di Arendelle, un regno molto lontano situato su un fiordo. Elsa ha il potere di comandare la neve ed il ghiaccio, capacità che difficilmente riesce a controllare al punto da rischiare di ferire la sorellina in più occasioni. Per questo motivo si allontana da lei e fa calare un inverno incontrollabile (frutto della sua tristezza) su tutto il regno. Anna vivrà molteplici avventure per aiutare Elsa e poterle stare accanto nuovamente.

Ognuno di noi può ritrovarsi con un cuore di ghiaccio ad un certo punto della propria vita: a causa di una delusione, una perdita, un fallimento sul piano emotivo. Nel film Anna diventerà di ghiaccio con la promessa di essere salvata dal vero amore. Ed ecco che, a dispetto di quanto da noi appreso da classici come Biancaneve, sarà l’amore di Elsa a ridarle calore e vita. La stessa sorella maggiore che ha vissuto la propria infanzia chiusa in una stanza del castello al fine di evitare che usasse i propri poteri in modo improprio. La stessa che Anna ha cercato ogni giorno, attraverso la porta, chiedendole “Sei sveglia oppure dormi?, Giochiamo insieme dai!” ricevendo un sussurrato no per anni. Il ghiaccio è presente nelle pareti del castello, negli infissi, nel cuore delle due principesse da quando hanno perso i propri genitori.

Di fronte ad un evento che ci immobilizza (come dei solidi iceberg in mezzo al mare), soltanto il calore di qualcuno di cui ci fidiamo potrà garantirci un nuovo desiderio di mobilità.

Essere sorelle è impegnativo, è chiaro. Si condividono regole, abitudini, richieste, attribuzioni. Essere sorelle vuol dire, spesso, spingersi oltre quanto richiesto dal nucleo familiare d’origine. Provare gelosia per un nuovo arrivato è normale, contendersi l’amore dei genitori anche. Ma allora cosa ha di speciale questo “amore”?

E’ il sentimento di chi si “somiglia” emotivamente. E’ il sentire di chi, anche di fronte alla perdita dei propri genitori, possiede le risorse per conservare il senso della famiglia. All’interno del sistema familiare i genitori sviluppano fantasie ed aspettative circa i propri figli (ad Elsa viene imposto di non usare i propri poteri perchè fanno paura), ma Anna, in nome della sorellanza, difenderà l’identità della futura regina di ghiaccio, e si riconoscerà in lei.

La nostra Melas compie gli anni e sua sorella sta “consacrando” il giorno della sua nascita rendendolo un momento ad alto carico emotivo. Diviene solenne l’arrivo di una nuova vita, un segno evidente che rimarca il prima ed il dopo di una famiglia che appare unita e compatta nel tempo, nonostante le ferite, le distanze e la corsa verso il mondo esterno.

Leukos

Susy

4 commenti

  1. Quanto mi sono emozionata!
    In questa storia ho riletto la nostra, quante analogie…io sorella maggiore di diversi anni rispetto alla mia che la vita mi ha portato lontano …vicino a te Giusi….
    L’amore non conosce né tempo né distanza e l’amore tra fratelli é infinitamente meraviglioso ❤️

    • Eh Si! La nostra storia è simile e noi più di chiunque altro conosciamo la distanza, ma anche l’immenso amore capace di superarla.
      Grazie Maria Antoietta!
      Giusy

  2. Qualcuno ha scritto che ogni amore necessita della giusta distanza per essere coltivato in eterno . Ciò dipende , credo , dall’impossibilità di “ ricevere “ dall’altro ciò che ognuno si aspetta . Dante scrive nella Divina “ Ciascun dal proprio cuor l’altrui misura …” proprio per rimarcare l’assoluta unicità di ognuno di noi e per “ razionalizzare “ le possibili delusioni da incomprensione , anche tra fratelli / sorelle . Quella distanza però rinsalda il vero amore perché ne rimarca la mancanza e le due sorelle “ sembrano “ riconoscertelo . Auguri di cuore Giusy.

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